Mi presento
Il lavoro della guida nasce innanzi tutto dall’amore per la propria terra e dalla voglia di farla conoscere.
Quando si organizza un viaggio è possibile risparmiare praticamente su tutto: pullman, alberghi, servizi, ristoranti, guide turistiche. Se si vuole vendere un viaggio, anzi meglio: se si vuol vendere più di uno, bisogna offrire alla gente un servizio che giustifichi i soldi spesi.
Le guide turistiche al pari di alberghi, pullman e ristoranti hanno un prezzo, e hanno una diversa qualità. Io offro un servizio di qualità, perché ho deciso di fare la guida turistica in maniera professionale e continuativa.
Chiariamo subito una cosa: il punto più importante non è sapere più degli altri. Una guida non dice mai tutto quello che sa di un monumento, il problema non è ripetere quello che sta scritto sui libri.
Il punto è sapere cosa dire e come dirlo.
Il servizio di guida è un servizio turistico rivolto ai turisti, che sono delle persone
presumibilmente in vacanza, che hanno voglia di passare una bella giornata in un posto che non conoscono e di cui vogliono di sapere qualcosa o di cui sanno già qualcosa e vogliono capire meglio. Non sono a scuola, e non sono lì per imparare nulla. Per far ciò la guida utilizza la storia e la storia dell’arte, la letteratura, la gastronomia, le leggende, la musica, la cronaca e la televisione. A mio giudizio la guida turistica e lo storico dell’arte sono due cose ben diverse: non è compito della guida essere rigoroso. Io non appartengo ad una Proloco e non mi sento in dovere di dire che tutto è parimenti bello, e che non ci sono problemi, perché darei un’immagine falsata della realtà.
Capita alle volte di incontrare gruppi di persone più colte, con attese culturali di altro livello e apparentemente più esigenti. Tali gruppi, tali persone, in realtà sono più facili da accontentare perché esiste un linguaggio comune con cui comunicare e soprattutto perché sono disposte a dare un’attenzione incondizionata. Non ha senso per dire delle cose che i clienti non capiscono, le persone che ho davanti devono capire quello che dico, magari poi dopo due secondi se ne scordano, ma devono capirmi. È mio preciso compito rendere interessante quello che dico.
Io quando spiego un monumento quasi non uso date, come faccio?
Perché non dico date? Non le so?
La disfida di Barletta è avvenuta il 13 febbraio del 1503.
La disfida di Barletta è avvenuta il 13 febbraio del 1503 al tempo in cui Leonardo dipingeva la Monna Lisa, Michelangelo aveva 18 anni, Raffaello 13, moriva Papa Borgia. Era il tempo di Macchiavelli, Lutero e Colombo...
Il monumento che ho davanti non è altro che un presto per far comprendere le persone che l’hanno edificato, il perché, il percome, il quando, cosa c’è di diverso rispetto ad oggi. Ecco allora che la cattedrale di Trani diventa una scusa per parlare di crociate, San Nicola ci racconta dei traffici marittimi, i trulli di una civiltà contadina, Lecce il barocco e la controriforma…